NASA apre le iscrizioni a Space Apps 2026, hackathon globale di due giorni
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Pianeta
Saturno è il sesto pianeta dal Sole e il secondo più grande del sistema solare. È un gigante gassoso composto soprattutto da idrogeno ed elio, noto per il suo complesso sistema di anelli e per le numerose lune. La missione Cassini è arrivata a Saturno nel 2004 e si è conclusa nel 2017.
Saturno è il sesto pianeta dal Sole e il secondo per dimensioni del sistema solare. È un’enorme sfera composta principalmente da idrogeno ed elio, gli stessi due elementi che costituiscono la maggior parte del Sole. Il suo diametro equatoriale è di circa 120.500 chilometri, approssimativamente nove volte quello della Terra. È noto per i suoi anelli estesi e complessi, anche se non è l’unico pianeta ad averne. Nella nomenclatura NAIF/JPL, il codice numerico del pianeta è 699.
Conosciuto fin dall’antichità perché visibile a occhio nudo, Saturno prende il nome dal dio romano dell’agricoltura e della ricchezza, padre di Giove. Il suo ambiente è troppo estremo e instabile per la vita come la conosciamo. Alcune delle sue lune, invece, tra cui Encelado e Titano, possiedono oceani interni e potrebbero offrire condizioni interessanti per studiare la possibilità di vita.
Saturno si trova a una distanza media di circa 1,4 miliardi di chilometri dal Sole, pari a 9,5 unità astronomiche. La luce solare impiega circa 80 minuti per raggiungerlo. Completa un’orbita attorno al Sole in circa 29,4 anni terrestri, ovvero 10.756 giorni terrestri. Il suo giorno dura circa 10,7 ore, uno dei più brevi tra i pianeti del sistema solare.
L’asse di Saturno è inclinato di 26,73 gradi rispetto al piano della sua orbita. Di conseguenza, il pianeta ha delle stagioni, proprio come la Terra, il cui asse è anch’esso inclinato, sebbene in misura minore.
Saturno non ha una superficie solida ben definita: è un gigante gassoso composto in gran parte da gas e fluidi che diventano più densi con la profondità. Secondo il modello del suo interno descritto dalla NASA, al centro potrebbe esserci un nucleo denso di metalli come ferro e nichel, circondato da materiale roccioso e altri composti sottoposti a pressione e calore intensi. Più all’esterno si troverebbero strati di idrogeno metallico liquido e idrogeno liquido. La pressione e la temperatura aumentano verso l’interno fino a raggiungere condizioni che distruggerebbero un veicolo spaziale che tentasse di attraversare il pianeta. La sua densità media è inferiore a quella dell’acqua.
L’atmosfera presenta nubi dalle tonalità gialle, marroni e grigie, oltre a deboli bande, correnti a getto e tempeste. Nella regione equatoriale, i venti degli strati superiori possono raggiungere circa 500 metri al secondo. Una struttura atmosferica distintiva si trova vicino al polo nord: un modello esagonale associato a una corrente a getto, osservato nelle immagini delle sonde Voyager all’inizio degli anni Ottanta e studiato più dettagliatamente da Cassini. Si estende per circa 30.000 chilometri e contiene al centro una grande tempesta rotante.
Saturno ha un campo magnetico meno esteso di quello di Giove, ma descritto come 578 volte più potente di quello terrestre. La magnetosfera è la regione in cui il campo del pianeta domina il comportamento delle particelle elettricamente cariche; comprende Saturno, i suoi anelli e molte delle sue lune. Le osservazioni di Cassini hanno mostrato che almeno alcune aurore saturniane dipendono dalle particelle espulse dalle lune e dalla rapida rotazione del campo magnetico, anziché essere determinate principalmente dal vento solare. Questo meccanismo non è completamente spiegato.
Gli anelli sono composti da miliardi di frammenti di ghiaccio e roccia, ricoperti da altri materiali come la polvere. Le particelle vanno da minuscoli granelli a blocchi grandi quanto una casa; alcune possono raggiungere dimensioni paragonabili a quelle delle montagne. Un’ipotesi sulla loro origine sostiene che provengano da comete, asteroidi o lune che si sarebbero frantumati avvicinandosi troppo al pianeta e venendo lacerati dalla sua gravità.
Il sistema si estende fino a circa 282.000 chilometri da Saturno, anche se gli anelli principali sono in genere alti verticalmente appena circa 10 metri. Gli anelli sono indicati con lettere in base all’ordine in cui sono stati scoperti. Procedendo verso l’esterno, la sequenza indicata dalla NASA è D, C, B, la divisione di Cassini, A, F, G ed E; molto più lontano si trova il tenue anello di Febe, nell’orbita di questa luna. La divisione di Cassini, larga circa 4.700 chilometri, separa gli anelli A e B. Ogni anello orbita a una velocità diversa.
Il sistema ospita anche lune con caratteristiche diverse: Titano ha un’atmosfera nebbiosa e laghi di metano, mentre Encelado emette getti d’acqua. A marzo 2025 erano state confermate 274 lune in orbita attorno a Saturno; altre lune saturniane erano ancora in attesa di conferma e di denominazione ufficiale da parte dell’Unione Astronomica Internazionale.
La missione Cassini è arrivata a Saturno nel 2004. La sonda ha ripreso una delle sue ultime immagini del pianeta e degli anelli principali il 28 ottobre 2016; la missione si è conclusa il 15 settembre 2017. In precedenza, le sonde Voyager avevano registrato immagini dell’esagono polare nord all’inizio degli anni Ottanta, e Cassini lo ha osservato più da vicino.
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