Luna
Amaltea
Amaltea è una luna interna irregolare di Giove. La bassa densità, il rilievo e il legame con gli anelli aiutano a studiare l’evoluzione del sistema gioviano.
Descrizione
Identità e scoperta
Amaltea fu scoperta da Edward Emerson Barnard il 9 settembre 1892. È la maggiore del piccolo gruppo interno comprendente Metis, Adrastea, Amaltea e Tebe. La designazione storica era Giove V e il codice NAIF è 505. Le chiavi informatiche dell’atlante non sono identificatori ufficiali.
Forma e dimensioni
La forma è irregolare. Le immagini Galileo mostrano crateri, colline e valli. La tabella fisica JPL dà un raggio di sfera di volume equivalente di 83,50 ± 3,00 km. La panoramica NASA cita 83,5 ± 2,4 km: la differenza tra le incertezze pubblicate resta esplicita, senza trasformarla in dimensioni incompatibili o scegliere una media.
Densità e struttura
JPL riporta una densità media di 1,0111 ± 0,1213 g/cm³ e GM = 0,16456 ± 0,00867 km³/s². GM è un parametro gravitazionale, non una massa in chilogrammi; la densità deriva dal volume e dalla massa ricavata da GM. Questi valori sostituiscono qui le vecchie cifre di 1,8 g/cm³ e 7,17 × 10¹⁸ kg. Una descrizione NASA/JPL del 2005 interpretò i risultati Galileo come indizio di abbondante ghiaccio e di una struttura a cumulo di detriti. È un’interpretazione storica, non una misura diretta di ghiaccio puro o di una percentuale determinata.
Orbita e anelli
Gli elementi medi JUP365 di JPL indicano un semiasse maggiore di 181.400 km e un periodo di 0,499918 giorni, nel piano di Laplace all’epoca 2000-01-01.5 TDB. La NASA riassume il periodo in 0,498 giorni e descrive una rotazione che mantiene la stessa faccia verso Giove. Le cifre restano attribuite separatamente e non sono effemeridi attuali esatte. Amaltea e Tebe forniscono materiale all’anello Gossamer.
Esplorazione
Secondo NASA/JPL, Galileo passò a circa 99 miglia da Amaltea il 5 novembre 2002. Fu il suo ultimo sorvolo di una luna. Il mosaico pubblicato nel 2005 combina osservazioni Voyager e Galileo: la data di pubblicazione non è quella di tutte le immagini. Il modello delle velocità di fuga illustra gli effetti della bassa densità e della rotazione rapida.
Questioni aperte
La panoramica NASA propone correnti elettriche o sollecitazioni mareali per spiegare l’apparente eccesso di calore: sono ipotesi, non meccanismi dimostrati in questa scheda. L’interpretazione ricca di ghiaccio suggerì una possibile formazione lontano dall’orbita attuale. Non determina un percorso migratorio, una cronologia unica di formazione o una composizione interna risolta.
Dati essenziali
- Dato chiave
- interactive_moon
- Dato chiave
- jupiter-amalthea
- Dato chiave
- 519
Grandezze fisiche
- Diametro
- 167
- Grandezza
- 1.0111
- Grandezza
- 0.16456
Dati orbitali
I valori riportano periodo e incertezza quando disponibili. Questa vista non simula posizioni in tempo reale.
- Semiasse maggiore
- 181400
- Parametro
- 0.499918
Date e cronologia
- Anno storico
- 1892
Fonti e riferimenti
- Catálogo astronómico del visualizador Catálogo astronómico del visualizador
- Amalthea - NASA Science NASA
- Planetary Satellite Mean Elements — JPL Catálogo astronómico del visualizador
- NAIF Integer ID codes — JPL Catálogo astronómico del visualizador
- Amalthea, A Rubble-Pile Moon — NASA/JPL NASA