Dati chiave
- Psyche ha sorvolato Marte il 15 maggio 2026; il JPL ha pubblicato il resoconto il 17 luglio 2026.
- La gravità di Marte ha dato velocità alla sonda e modificato leggermente la traiettoria verso la fascia principale degli asteroidi.
- Il massimo avvicinamento è avvenuto a 2.864 miglia (4.609 chilometri) da Marte.
- Lo spettrometro ha registrato un aumento dei neutroni vicino al massimo avvicinamento, ma non ha rilevato raggi gamma perché la distanza era troppo grande per misurarli.
- Il magnetometro ha registrato un forte aumento associato alla regione dello shock frontale; le telecamere hanno osservato crateri, la calotta di ghiaccio del polo sud e le lune Fobos e Deimos.
- Nel 2029 la missione studierà l’asteroide metallico Psyche, situato nella fascia principale tra Marte e Giove.
Schede correlate
Il sorvolo di Marte ha permesso alla sonda Psyche di svolgere due funzioni insieme: modificare la traiettoria sfruttando la gravità del pianeta e testare gli strumenti prima di raggiungere la destinazione. Secondo un resoconto pubblicato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA il 17 luglio 2026, Psyche è passata vicino a Marte il 15 maggio. La manovra le ha dato velocità e ha cambiato leggermente la rotta. Il gruppo ha inoltre sfruttato l’incontro per preparare la fase scientifica della missione: le misurazioni che effettuerà sull’asteroide Psyche nel 2029.
La missione è diretta verso un corpo ricco di metalli nella fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove. Il suo studio aiuterà gli scienziati a verificare l’ipotesi che l’asteroide possa essere il nucleo metallico di un planetesimo, uno dei corpi che hanno costituito i materiali di partenza di un pianeta roccioso. Marte ha offerto alla sonda un obiettivo planetario vicino per provare gli strumenti prima di questa indagine. Il JPL ha riferito che gli strumenti hanno funzionato come previsto e che i dati corrispondono a quanto la NASA già sa su Marte, offrendo anche alcune osservazioni da una prospettiva diversa.
Una manovra di navigazione e una prova scientifica
La gravità di un pianeta può modificare velocità e direzione di una sonda che gli passa vicino. In questo caso, la spinta gravitazionale di Marte ha accelerato Psyche e l’ha indirizzata verso la fascia principale degli asteroidi. Preparata in diversi anni dal gruppo di navigazione, la manovra era necessaria per indirizzare la sonda verso il suo obiettivo. Il JPL ha riferito che Psyche ha sorvolato Marte sulla traiettoria necessaria per proseguire verso l’incontro con l’asteroide nell’estate del 2029.
Il sorvolo non è stato soltanto una manovra di navigazione. Il gruppo ha usato Marte come sostituto dell’asteroide per calibrare gli strumenti e provare le osservazioni scientifiche previste all’arrivo. Nel punto di massimo avvicinamento, la sonda si trovava a 2.864 miglia (4.609 chilometri) da Marte. La distanza era importante per interpretare le misurazioni, in particolare quelle dello spettrometro: da lì lo strumento non poteva misurare i raggi gamma provenienti dal pianeta.
Neutroni rilevati, raggi gamma fuori portata
Lo spettrometro di raggi gamma e neutroni di Psyche è progettato per aiutare a determinare quali elementi compongono il materiale superficiale dell’asteroide. Il JPL spiega che i raggi cosmici ad alta energia che bombardano un corpo planetario trasferiscono energia agli elementi presenti sulla superficie, che emettono neutroni e raggi gamma a diversi livelli energetici. Misurando queste emissioni, gli scienziati possono confrontarle con le proprietà note degli elementi e studiare la composizione del corpo.
Durante il sorvolo, lo spettrometro ha rilevato un aumento del conteggio dei neutroni in prossimità del massimo avvicinamento. Il gruppo si aspettava un segnale di questo tipo e il risultato è stato vicino alle previsioni. Non ha invece rilevato raggi gamma provenienti da Marte. Secondo il JPL, la quota del sorvolo — 2.864 miglia (4.609 chilometri) — era troppo elevata per misurarli. Questo risultato, quindi, non determina la composizione del pianeta. Mostra però che il gruppo ha potuto testare lo strumento in condizioni di volo reali e che questo ha risposto come previsto.
Alla prova anche magnetometro e telecamere
Il magnetometro di Psyche è destinato a misurare il campo magnetico dell’asteroide. Queste misurazioni aiuteranno a valutare l’ipotesi che Psyche sia il nucleo metallico di un planetesimo. Durante il passaggio vicino a Marte, lo strumento ha registrato un forte aumento del campo magnetico nella regione dello shock frontale, dove il vento solare impatta sull’ambiente magnetico del pianeta. Il JPL ha riferito che era la prima volta che il magnetometro misurava la firma del campo magnetico di un corpo celeste. L’osservazione ha permesso anche di calibrare il suo funzionamento in condizioni dinamiche; da sola, non costituisce una caratterizzazione completa del campo magnetico marziano.
Il sistema di ripresa multispettrale, composto da due telecamere identiche progettate per fotografare la superficie dell’asteroide a diverse lunghezze d’onda, ha osservato anche Marte. Durante l’avvicinamento, il pianeta appariva come una sottile falce luminosa. La NASA attribuisce questo aspetto all’angolo di osservazione e alla luce solare diffusa dall’atmosfera. Le immagini ottenute durante il passaggio ravvicinato mostrano crateri modellati dal vento, la calotta di ghiaccio del polo sud e il grande cratere Huygens, circondato da due anelli.
Le osservazioni hanno dato al gruppo l’occasione di verificare la calibrazione delle telecamere e la loro sensibilità alla luce diffusa. Hanno permesso anche di individuare da grande distanza le lune marziane Fobos e Deimos. Secondo il JPL, questa ricerca è servita come prova per cercare possibili piccoli satelliti attorno all’asteroide Psyche. Per caratterizzare e calibrare le immagini, il gruppo le sta confrontando con osservazioni di altre missioni: gli orbiter Mars Reconnaissance Orbiter, Mars Odyssey, Mars Express ed ExoMars Trace Gas Orbiter; i rover Curiosity e Perseverance; e l’orbiter Hope della missione degli Emirati Arabi Uniti su Marte.
Cosa conclude il resoconto e cosa no
Il bilancio del JPL è che il sistema di ripresa, il magnetometro e lo spettrometro hanno fornito buoni risultati durante l’incontro. I dati corrispondono a quanto la NASA già sa su Marte, pur aggiungendo alcune osservazioni. Il gruppo non si aspettava grandi scoperte su un pianeta studiato da molte missioni; il valore dell’incontro consisteva soprattutto nel integrare quelle conoscenze dalla prospettiva di Psyche e nel provare gli strumenti prima di raggiungere l’obiettivo principale.
I risultati vanno interpretati entro i limiti di questo scopo. Il rilevamento dei neutroni, la mancata rilevazione dei raggi gamma a quella distanza e il segnale magnetico della regione dello shock frontale sono misurazioni specifiche effettuate durante il sorvolo. Non costituiscono una descrizione esaustiva di Marte. Allo stesso modo, le immagini mostrano caratteristiche del pianeta, ma in questa fase sono servite anche per calibrare e testare le telecamere. La conclusione più solida è che la sonda abbia sfruttato il passaggio vicino a Marte per correggere la rotta e che gli strumenti siano stati testati durante un’osservazione planetaria reale prima dell’arrivo previsto all’asteroide nell’estate del 2029.