Luna
Ganimede
Ganimede è la luna più grande del Sistema Solare. Il campo magnetico proprio, gli indizi di un oceano salato e i terreni ghiacciati contrastanti aiutano a studiare i mondi oceanici.
Descrizione
Identità e scoperta
Ganimede è un satellite naturale di Giove e la luna più grande del Sistema Solare, con un diametro superiore a quello di Mercurio. La NASA data la scoperta di Galileo Galilei al 7 gennaio 1610. È il terzo dei quattro satelliti galileiani per distanza da Giove. Il suo identificatore è NAIF 503; 599 indica Giove, mentre MOON-ATLAS è una chiave interna del catalogo, non una designazione ufficiale.
Dimensioni e parametri fisici
JPL riporta un raggio medio di 2631,20 ± 1,70 km, equivalente a un diametro calcolato di 5262,40 ± 3,40 km. La densità media è 1,9416 ± 0,0038 g/cm³ e il parametro gravitazionale GM è 9887,83275 ± 0,00247 km³/s². GM non è una massa in chilogrammi; la densità tabulata deriva da GM e dal raggio. Questi valori descrivono il corpo complessivo, non la composizione di ciascuno strato.
Orbita e rotazione
Gli elementi medi JPL della soluzione JUP365 indicano un semiasse maggiore di 1070400 km e un periodo di 7,155588 giorni, nel piano di Laplace all’epoca 2000-01-01.5 TDB. Il semiasse è misurato dal centro di Giove, non dalle sue nubi. Gli elementi medi non sono effemeridi per calcolare posizioni precise. Ganimede ha rotazione sincrona e rivolge la stessa faccia a Giove. La risonanza con Europa e Io collega approssimativamente un’orbita di Ganimede a due di Europa e quattro di Io.
Interno e oceano
La NASA descrive un nucleo metallico di ferro, un mantello roccioso e un involucro ghiacciato. Le osservazioni magnetiche di Galileo e il movimento delle aurore osservato da Hubble sostengono l’esistenza di un oceano salato sotterraneo. Le stime di circa 100 km di spessore dell’oceano sotto circa 150 km di ghiaccio sono interpretazioni di modelli, non sondaggi diretti. Si studiano anche modelli con più strati di ghiaccio e acqua. Il possibile contatto fra acqua e roccia interessa l’astrobiologia, ma non dimostra la presenza di vita.
Superficie e ambiente
I terreni scuri molto craterizzati contrastano con zone chiare attraversate da solchi e creste, interpretati come tracce di deformazione tettonica. Hubble fornisce indizi di una tenue atmosfera di ossigeno, non di un’atmosfera densa come quella terrestre. Nel 1996 Galileo scoprì il campo magnetico proprio di Ganimede, immerso in quello di Giove. Le aurore rispondono a questo ambiente variabile e aiutano a studiare l’interno.
Esplorazione e questioni aperte
Il sorvolo di Juno del 7 giugno 2021 ha raccolto immagini e dati spettrali. La NASA riferisce di sali e composti organici osservati con JIRAM, in risultati pubblicati nel 2023. Sono osservazioni superficiali, non un campione dell’oceano o una rilevazione di organismi. La NASA descrive uno scenario di formazione dal materiale rimasto attorno al giovane Giove. Ricostruire la distribuzione interna dell’acqua e la storia dei terreni richiede modelli e osservazioni; i valori di questa scheda non sono nuove scoperte dell’ottobre 2026.
Dati essenziali
- Dato chiave
- NAIF 503
- Dato chiave
- 2631,20 ± 1,70 km
- Dato chiave
- 1,9416 ± 0,0038 g/cm³
- Dato chiave
- 7,155588 giorni
- Dato chiave
- 1070400 km; dal centro di Giove
Grandezze fisiche
- Diametro
- 5262.4
- Grandezza
- 1.9416
- Grandezza
- 9887.83275
Dati orbitali
I valori riportano periodo e incertezza quando disponibili. Questa vista non simula posizioni in tempo reale.
- Semiasse maggiore
- 1070400
- Parametro
- 7.155588
Date e cronologia
- Anno storico
- 1610
Fonti e riferimenti
- Catálogo astronómico del visualizador Catálogo astronómico del visualizador
- Ganymede: Facts - NASA Science NASA
- Planetary Satellite Mean Elements — JPL Catálogo astronómico del visualizador
- NAIF Integer ID codes — JPL Catálogo astronómico del visualizador