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Razzi: come i lanciatori portano carichi utili nello spazio

Un razzo spaziale è un veicolo progettato per trasportare un carico utile dalla Terra allo spazio o su una traiettoria spaziale. Per farlo combina motori, propellenti e stadi che operano in sequenza. Ariane 6 dell’Agenzia spaziale europea (ESA) e lo Space Launch System (SLS) della NASA mostrano come questi componenti possano essere organizzati, anche se le informazioni disponibili qui non consentono di confrontarne le prestazioni o la capacità di carico.

Razzi: come i lanciatori portano carichi utili nello spazio
Tipo: Immagine · real photograph Fornitore: Openverse Autore: Pline Credito: "Ariane 6 maquette salon du Bourget 2013 DSC 0241" by Pline is licensed under CC BY-SA 3.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/. Licenza: CC BY-SA 3.0 Trattamento del colore: original

Dati chiave

  • Ariane 6 è un lanciatore ESA alto più di 60 metri, secondo l’agenzia.
  • Lo stadio centrale di Ariane 6 è alto 32 m e largo 5,4 m, pesa 23.000 kg senza propellenti e utilizza il motore Vulcain 2.1.
  • I booster P120C di Ariane 6 forniscono spinta aggiuntiva al decollo.
  • Lo stadio centrale del SLS è alto 212 piedi e ha un diametro di 27,6 piedi; contiene idrogeno e ossigeno liquidi criogenici.
  • L’indicatore basato sui dati UNOOSA copre il periodo 1957–2025, conta oggetti e, secondo le Nazioni Unite, rileva circa l’88% degli oggetti lanciati.

Schede correlate

Che cosa fa un lanciatore

Un lanciatore trasporta un carico utile — per esempio un satellite, una sonda o un veicolo spaziale — fino all’orbita terrestre o oltre. Per staccarsi dal suolo e continuare la salita, utilizza motori che espellono gas e producono spinta. Gli esempi documentati da ESA e NASA comprendono motori a propellente liquido e booster solidi, ma la configurazione specifica varia da un veicolo all’altro.

Un modo utile per capire un razzo è considerarlo come un sistema di stadi. Ogni sezione contiene gli elementi necessari per una parte del volo; quando uno stadio non serve più, il resto del veicolo può proseguire. In Ariane 6 lo stadio centrale si trova alla base e utilizza il motore Vulcain 2.1. ESA descrive anche i booster P120C, che forniscono spinta aggiuntiva al decollo. Questi dettagli spiegano l’architettura generale del lanciatore, ma non bastano per stabilire quanto possa trasportare in una determinata missione.

Ariane 6: un lanciatore europeo a stadi

Ariane 6 è un razzo dell’ESA. L’agenzia descrive il veicolo completo come alto più di 60 metri. Alla base si trova lo stadio principale, detto anche stadio centrale: secondo la scheda dell’ESA, è alto 32 metri, ha un diametro di 5,4 metri e pesa 23.000 chilogrammi senza propellenti. È spinto dal Vulcain 2.1, un motore a propellente liquido derivato dal Vulcain 2 utilizzato su Ariane 5.

La differenza fra massa a secco e massa con propellenti è importante: carburante e ossidante fanno parte della massa che il lanciatore deve portare all’inizio del volo. La fonte dell’ESA indica che il Vulcain 2.1 brucia ossigeno liquido; la scheda disponibile qui non specifica tutti i dettagli del suo funzionamento. I booster P120C aggiungono spinta al decollo. La descrizione disponibile illustra i componenti, ma non offre una cifra verificabile per il carico utile, il costo per lancio o la frequenza dei voli.

Il SLS della NASA e altre direzioni di sviluppo

Lo Space Launch System, o SLS, è un lanciatore della NASA. La scheda dell’agenzia identifica il suo stadio centrale come il più alto mai costruito dalla NASA: misura 212 piedi di altezza e 27,6 piedi di diametro. Contiene idrogeno liquido e ossigeno liquido criogenici, insieme ai sistemi che li alimentano ai suoi quattro motori. Il materiale di riferimento della NASA descrive inoltre il veicolo con booster solidi, propellente liquido e uno stadio superiore per la propulsione nello spazio.

Queste caratteristiche mostrano che non esiste un’unica formula per i razzi: i progettisti combinano stadi, motori e propellenti in base al veicolo. In assenza di dati omogenei su missioni, configurazione e carico utile, non è corretto presentare le dimensioni citate come un confronto diretto fra SLS e Ariane 6.

ESA cita anche attività per lo sviluppo di future tecnologie di propulsione. Fra queste c’è un dimostratore di motore riutilizzabile a costo molto basso, che utilizza ossigeno liquido e metano e ha una spinta dichiarata di 1.000 kilonewton. Si tratta di un dimostratore tecnologico, non della prova che un lanciatore operativo con quel motore sia già in servizio. La stessa pagina menziona proposte per far maturare tecnologie di riutilizzo destinate ai futuri veicoli di lancio; il materiale disponibile non specifica tempi né risultati di volo.

Che cosa contano i registri degli oggetti spaziali

Per seguire nel tempo l’attività spaziale è possibile consultare l’indicatore di Our World in Data basato sull’Online Index of Objects Launched into Outer Space dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico (UNOOSA). L’unità di misura è l’oggetto, non il razzo e non necessariamente il lancio: sono inclusi satelliti, sonde, lander, veicoli con equipaggio ed elementi di voli delle stazioni spaziali collocati in orbita terrestre o oltre. La serie copre il periodo 1957–2025 e la pagina consultata è stata aggiornata il 25 febbraio 2026.

La fonte originale è l’indice UNOOSA, mantenuto dal 1962. Secondo la stima delle Nazioni Unite riportata nella scheda, i registri rilevano circa l’88% degli oggetti lanciati. Our World in Data elabora le informazioni, armonizza i nomi dei paesi e aggrega gli oggetti per anno. Se un paese lancia un oggetto per conto di un altro, l’attribuzione va al paese beneficiario; i lanci congiunti figurano in ogni serie nazionale ma sono conteggiati una sola volta nel totale mondiale.

La stima di copertura e la definizione di “oggetto” condizionano le conclusioni possibili. L’indicatore non equivale a un conteggio esatto dei razzi, non dice da solo se ogni missione è riuscita e, secondo la stima citata, non include alcuni oggetti. Le evidenze disponibili descrivono la serie, ma non riportano valori annuali specifici che permettano di affermare qui che i lanci siano aumentati o diminuiti in un determinato anno.

Che cosa sappiamo e che cosa resta da chiarire

Ariane 6 e SLS mostrano perché è utile distinguere un lanciatore completo dai suoi stadi e motori. Le schede ESA forniscono dimensioni e componenti di Ariane 6; la NASA indica dimensioni e caratteristiche dello stadio centrale del SLS; ESA presenta un dimostratore di motore nell’ambito del proprio lavoro tecnologico. Ogni fonte descrive aspetti differenti e, insieme, non consentono di stilare una classifica completa dei razzi attuali.

È inoltre importante distinguere una tecnologia in sviluppo da un sistema operativo, e un oggetto spaziale registrato da un lancio. I dati citati non specificano capacità di carico comparabili, costi o programmi di missione di Ariane 6 e SLS. Per rispondere servirebbero altre fonti e dati direttamente confrontabili. Le evidenze permettono però di capire il principio di base: i razzi combinano motori, propellenti e stadi per trasportare carichi nello spazio, mentre i registri internazionali offrono una misura utile, ma incompleta, degli oggetti che vi arrivano.

Fonti: ESA, panoramica di Ariane 6; ESA, componenti di Ariane 6; NASA, schede tecniche del SLS; ESA, attività di propulsione; Our World in Data, oggetti lanciati ogni anno, sulla base dell’indice UNOOSA.