Dati chiave
- La NASA ha annunciato il 23 settembre 2026 che PRIMA avanza alla Fase B; la nota è stata aggiornata il 24 settembre per riflettere i partner internazionali vigenti.
- PRIMA sarà la prima missione della classe Probe Explorers, all'interno del Programma Explorers della NASA.
- Il suo telescopio da 5,9 piedi eseguirà sonde profonde e sensibili nell'infrarosso lontano.
- La missione affronterà le origini dei pianeti extrasolari, l'evoluzione di galassie e buchi neri e l'accumulo di polvere ed elementi pesanti.
- Il lancio ha l'obiettivo del 2033 e la durata pianificata è di cinque anni.
- Prima di iniziare l'implementazione nella Fase C, PRIMA deve superare una revisione tecnica, programmatica e dei costi. Se confermata, il costo del progetto avrà un tetto di 1,2 miliardi di dollari, esclusi il lancio e altri costi esterni al progetto.
- JPL gestirà la missione, con la partecipazione dei centri Goddard e Marshall e contributi di partner internazionali.
Schede correlate
La NASA ha annunciato il 23 settembre 2026 che PRIMA avanzerà alla Fase B di sviluppo, fase in cui si sviluppa il design preliminare e la tecnologia della missione. PRIMA significa Probe far-Infrared Mission for Astrophysics e sarà la prima missione della classe Probe Explorers, integrata nel Programma Explorers della NASA. La nota stampa è stata aggiornata il 24 settembre per riflettere i partner internazionali vigenti.
Che cosa osserverà PRIMA
Con un telescopio di 5,9 piedi di diametro, PRIMA eseguirà sonde profonde e sensibili dell'universo nella luce dell'infrarosso lontano. La NASA spiega che la missione aiuterà a colmare il divario tra gli osservatori a infrarossi esistenti —come il telescopio spaziale James Webb— e i radiotelescopi.
Studiando l'energia radiante che emerge solo nell'infrarosso lontano, PRIMA affronterà domande sull'universo. Tra queste ci sono le origini dei pianeti extrasolari; come sono cresciute ed evolute le galassie e i loro buchi neri nel corso della storia cosmica; e come si sono accumulati la polvere e gli elementi pesanti nel tempo. La NASA sottolinea che queste ricerche contribuiranno a comprendere meglio perché l'universo presenta oggi l'aspetto che osserviamo.
Una nuova classe all'interno del Programma Explorers
Probe Explorers è una nuova classe di missioni di astrofisica all'interno del Programma Explorers, che la NASA descrive come il suo programma continuo più antico. È concepito per offrire un accesso frequente e a basso costo allo spazio mediante ricerche scientifiche guidate da investigatori principali. Dal lancio di Explorer 1 nel 1958, il programma ha avviato oltre 100 missioni.
La Decennial Survey 2020 delle Accademie Nazionali di Scienze, Ingegneria e Medicina, Pathways to Discovery in Astronomy and Astrophysics for the 2020s, ha raccomandato alla NASA di istituire la classe Probe Explorers. L'agenzia ha scelto PRIMA per lo sviluppo dopo aver valutato gli studi di concetto delle missioni Probe Explorer in base al loro merito scientifico, alla fattibilità dei piani di sviluppo in termini di costi e calendario e all'uso di tecnologie che potrebbero supportare future grandi missioni.
Calendario, costi e revisione pendente
La NASA ha l'obiettivo di lanciare l'osservatorio nel 2033 e pianifica una missione di cinque anni. Prima di iniziare l'implementazione nella Fase C, PRIMA dovrà superare una revisione di conferma basata sulle sue prestazioni tecniche, programmatiche e sui costi. Se confermata, il costo del progetto avrà un limite di 1,2 miliardi di dollari, esclusi il lancio e altri costi esterni al progetto.
Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, JPL, gestirà PRIMA. Partecipano anche il Goddard Space Flight Center e il Marshall Space Flight Center. La missione beneficerà dei contributi di CNES, ASI, DLR, l'Agenzia Spaziale Canadese (CSA), KASI/KASA, JAXA e l'Agenzia Spaziale del Regno Unito.
Sorgenti: annuncio della NASA su PRIMA e antecedenti della classe Probe Explorers.