Dati chiave
- WMAP misurò variazioni di temperatura nella radiazione cosmica di fondo, liberata circa 375.000 anni dopo la nascita dell’universo.
- Lo strumento confrontava la temperatura di due regioni del cielo e osservava in cinque bande di frequenza, da 22 a 90 GHz.
- La sonda realizzò la prima mappa dell’intero cielo della radiazione a microonde con una risoluzione di 0,2 gradi.
- WMAP fu lanciata il 30 giugno 2001 e raggiunse L2 seguendo una traiettoria assistita dalla Luna.
- Il piano nominale prevedeva 27 mesi: tre di trasferimento a L2 e 24 di osservazioni; la missione fu prolungata per raccogliere altri dati.
- La NASA attribuisce a WMAP una stima dell’età dell’universo di 13,77 miliardi di anni, con un margine di mezzo punto percentuale.
Schede correlate
La Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP) era una sonda NASA dedicata alla misurazione di piccole differenze di temperatura nella radiazione cosmica di fondo a microonde. Questa radiazione, che riempie il cielo, fu liberata circa 375.000 anni dopo la nascita dell’universo. Le sue variazioni, seppur minuscole, contengono informazioni sulle condizioni del cosmo primordiale e sulla struttura originaria da cui si formarono le galassie.
La sfida strumentale consisteva nel distinguere questi segnali deboli e costruire una mappa dell’intero cielo. La soluzione di WMAP non consisteva nell’effettuare misure isolate della temperatura assoluta: lo strumento confrontava regioni del cielo, osservava a diverse frequenze e scandiva ripetutamente direzioni differenti. La NASA attribuisce alle sue misurazioni informazioni sulle dimensioni, l’età, la geometria e il contenuto di materia dell’universo. Si tratta di risultati cosmologici derivati dalle osservazioni, da non confondere con le caratteristiche fisiche dello strumento.
Un segnale antico, con differenze minime
In questo contesto, la radiazione cosmica di fondo è la radiazione più antica osservata da WMAP. La sonda mappò le variazioni di temperatura in base alla direzione nel cielo, note come anisotropie. Per dare un’idea della loro entità, la NASA cita una regione con una temperatura di 2,7251 K e un’altra con 2,7249 K. La differenza è minima, ma la sua distribuzione consente di studiare le condizioni dell’universo primordiale.
La missione ebbe un predecessore: nel 1992 il satellite Cosmic Background Explorer (COBE) rilevò differenze di temperatura su grandi scale angolari. Secondo la NASA, WMAP misurò queste anisotropie con maggior dettaglio e sensibilità rispetto a COBE. Il gruppo produsse la prima mappa dell’intero cielo della radiazione a microonde con una risoluzione di 0,2 gradi, rappresentando le minuscole fluttuazioni della radiazione.
Confrontare due regioni invece di misurare una temperatura assoluta
WMAP era un esperimento differenziale: misurava la differenza di temperatura tra due punti del cielo, invece di determinare separatamente la temperatura assoluta di ciascuno. Il principio è confrontare direttamente due segnali. In questo modo, lo strumento poteva cercare variazioni tra le regioni e riunire i confronti di molte zone nella mappa completa.
Lo strumento impiegava radiometri a microonde raffreddati passivamente e collegati mediante cinghie metalliche a pannelli radiatori. Osservava inoltre in cinque bande di frequenza, da 22 a 90 GHz. La NASA segnala che questa copertura era stata progettata per facilitare la separazione dei segnali galattici in primo piano dalla radiazione cosmica di fondo. In altre parole, le bande aiutavano a distinguere emissioni sovrapposte nelle osservazioni del cielo.
Misurare differenze di temperatura estremamente piccole richiedeva attenzione ai possibili errori sistematici. Per questo, il progetto riuniva il confronto differenziale, le diverse frequenze e la gestione termica dell’osservatorio. Il materiale NASA descrive questi elementi come scelte strumentali per misurare con grande precisione il cielo a microonde.
L’orbita e il modello di scansione
WMAP fu lanciata il 30 giugno 2001 su una traiettoria verso L2 assistita dalla Luna. Secondo la NASA, questo punto di librazione del sistema Sole-Terra si trova a un milione di miglia dalla Terra. La sonda orbitò intorno a quella regione. La NASA descrive L2 come un ambiente termicamente stabile e afferma che la configurazione consentiva un’efficienza osservativa vicina al 100%, con il Sole, la Terra e la Luna dietro il campo visivo dello strumento.
La sonda manteneva lo strumento costantemente all’ombra del Sole, della Terra e della Luna per ridurre le perturbazioni termiche. La strategia osservativa combinava una rapida rotazione intorno all’asse di simmetria della sonda con una lenta precessione di 22,5° intorno alla linea Sole-WMAP. Ogni linea di vista del telescopio era a circa 70° dall’asse. Secondo la descrizione della NASA, il movimento tracciava un percorso che raggiungeva i poli eclittici nord e sud e permetteva di confrontare nel tempo numerosi pixel del cielo.
Dalle osservazioni alle proprietà dell’universo
Le differenze registrate da WMAP contribuirono allo studio delle dimensioni, del contenuto di materia, dell’età e della geometria dell’universo, nonché della struttura primordiale che crebbe fino a formare le galassie. La NASA attribuisce alla missione una stima dell’età dell’universo di 13,77 miliardi di anni, con un margine di mezzo punto percentuale. Questa cifra è un’inferenza cosmologica basata sulle misurazioni, non la lettura diretta di un orologio a bordo.
Il piano iniziale prevedeva una missione nominale di 27 mesi: tre mesi di trasferimento verso L2 e 24 mesi di osservazioni. La missione fu prolungata per raccogliere altri dati. Le operazioni terminarono nel 2010 e l’analisi dei dati si concluse nel 2013. La campagna scientifica superò quindi il piano nominale, mentre l’elaborazione successiva proseguì dopo la fine delle operazioni.
Che cosa consente di concludere la mappa
WMAP mostra come una sonda possa trasformare piccole differenze in uno strumento per studiare il cosmo. La misurazione differenziale, le cinque bande, il controllo delle perturbazioni termiche e la scansione di tutto il cielo facevano parte del metodo. La mappa ottenuta permise di studiare proprietà cosmologiche a partire dalla distribuzione della radiazione antica; per esempio, la stima dell’età comunicata dalla NASA è indicata con una precisione stimata di mezzo punto percentuale.
Le evidenze descritte dalla NASA riguardano le misurazioni di WMAP e le proprietà che il gruppo ne ha derivato. Le variazioni della radiazione cosmica di fondo costituiscono il segnale osservato; l’età, la geometria e il contenuto dell’universo sono interpretazioni cosmologiche costruite a partire da quel segnale. Questa distinzione aiuta a comprendere sia la portata della mappa sia il ruolo delle scelte progettuali che ne hanno reso possibile la realizzazione.